La Realtà Romanzesca ovvero Maria Teresa, “La persona giusta, nel posto giusto al momento giusto…”

Molte volte ci siamo domandati: “se….” Oppure: “se fosse……”, ebbene questa è la storia di Maria Teresa (d’ora in poi menzionata con le sue iniziali: M.T.); una bella storia vera ai limiti della realtà romanzesca, che potrebbe definirsi “La persona giusta, nel posto giusto al momento giusto…”.


M.T. è una tranquilla signora che lavora alla Protezione Civile e che abita sulle alture di Pegli nel villaggio di San Carlo di Cese.

La sera tardi del 10 novembre scorso, M.T. stava guidando la sua auto sulla strada che costeggiando il torrente Varenna, collega Pegli a San Carlo di Cese in direzione di San Carlo.


M.T. sotto una pioggia torrenziale, guidava con estrema prudenza, facendo molta attenzione ai muri a secco sul lato destro della strada. Che, causa la pioggia incessante e violenta, che li inzuppava in continuazione, erano gonfi d’acqua e vomitavano acqua e fango a tutto spiano, rischiando di crollare da un momento all’altro.


M.T., mentre saliva da Pegli verso San Carlo, giungeva in località Carpenara, in un tratto di strada dove la visibilità (anche con i fari abbaglianti delle auto) risultava scarsa ed insufficiente, in quanto l‘illuminazione pubblica non era più  presente, a causa di alcuni piloni della luce che erano crollati durante il nubifragio del 30 ottobre.


Improvvisamente M.T. ha la sensazione che la strada si inclini sulla sinistra, dalla parte del torrente Varenna che costeggia la strada, e che le ruote posteriori vadano giù in discesa: istintivamente accelera e sterza verso la montagna.

 

Senza scendere dalla macchina, appena tutto sembra nuovamente normale, realizza che qualcosa è successo alla strada dietro di lei; l’appartenenza alla Protezione Civile, le è di grande aiuto, in quanto immediatamente rallenta l’andatura ed accende le luci intermittenti per segnalare, a chi scende da San Carlo verso Pegli, che qualcosa è accaduto alla strada.


Il fato vuole che il primo automobilista che incontra sia sua figlia e, dopo averla informata del problema appena occorso, le consiglia, oltre al ridurre la velocità, di accendere anche gli abbaglianti, per cercare di veder meglio in quella notte ostile e buia; dopo un po’ arriva la telefonata della figlia, che conferma il nefasto sospetto di M.T.: la strada è franata nel torrente e non è più praticabile.


A questo punto, la parte di M.T. che appartiene alla Protezione civile prende in pugno la situazione ed allerta immediatamente con il telefonino i colleghi di turno, spiegando sinteticamente ma con dovizia  l’accaduto, illustrando ed evidenziando la situazione di grave pericolo per gli automobilisti che salgono da Pegli verso San Carlo: una situazione di pericolo, costituita da una strada franata, in una zona buia, chiedendo ai colleghi di istruire qualcuno ad andare a bloccare la strada che da Pegli sale verso San Carlo.


Lanciato l’allarme, M.T. mette di traverso l’auto in mezzo alla strada con i lampeggianti accesi, al fine di segnalare agli ignari automobilisti che scendono verso Pegli dell’imminente pericolo, evitando così agli automobilisti di potere finire nel torrente.


Concludendo, si può tranquillamente affermare che grazie a M.T. “La persona giusta, nel posto giusto al momento giusto…” quel giorno molte persone sono potute tornare a casa sane e salve, senza sapere che il destino aveva voluto loro molto bene.

 

E’ comunque doveroso fare qualche riflessione aggiuntiva all’accaduto: si può ritenere che questa frana, oltre che dalle piogge torrenziali, è stata anche favorita da una scarsa manutenzione della strada soggetta, abbinata ad un compito molto gravoso.


Una via di comunicazione essenziale, nata inizialmente per un traffico relativamente leggero: auto, furgoni e bus dell’AMT; strada che, con gli anni, è stata costretta a supportare un traffico di mezzi pesanti come i numerosi camion che trasportano il materiale estratto dalle cave, che, carichi di massi e ghiaia, percorrendola circa 100 volte al giorno, ne sollecitano quotidianamente e pesantemente la sede stradale.

 

Un carico di traffico giornaliero, già di per se gravoso, ulteriormente aggravato dal recente crollo del ponte Morandi, in quanto la strada che collega San Carlo di Cese con Lencisa, veniva utilizzata giornalmente da chi nel ponente voleva raggiungere la Val Polcevera all’altezza di Ponte X, seguendo una delle poche vie alternative rimaste quali: Pegli – San Carlo di Cese – Lencisa – Campomorone – Ponte X. (3 dic./Flavio Scopinich)