1000 Miglia 2018 nel segno delle Alfa Romeo

Tris del "Biscione" sul podio e successo degli argentini Tonconogy - Ruffini


Esattamente novant’anni fa, nel 1928, nella città bresciana giungeva vittoriosa l’Alfa Romeo guidata da  Giuseppe Campari la prima vittoria nella Freccia Rossa. Nell’ultimo weekend quell'avvenimento è stato ricordato, per meglio dire, celebrato tre volte perché ben tre vetture Alfa sono salite sul podio della prestigiosa Rievocazione: vincitori assoluti gli argentini Tonconogy – Ruffini (ph a dx), al secondo posto il duo Moceri - Bonetti e, per concludere in bellezza , i vincitori della passata edizione, i sempre bravi Vesco - Guerini.


I vincitori assoluti hanno portato in gara una splendida vettura che proviene  dal Museo di Arese (Museo Alfa Romeo, alle porte di Milano), un automobile ricca di storia che nel 1934 e nel 1936 corse la vera Mille Miglia. Una 6 cilindri 1500 Gran sport Testa fissa che si è dimostrata subito affidabile in una gara che è stata una  delle più combattute degli ultimi anni. La gara già vinta dagli argentini nel 2013 e nel 2015 si è rivelata fin da subito tutt’altro che una passeggiata: una lunga battaglia, a suon di rilevamenti cronometrici, li ha visti infatti uscire da vincitori solo nel ultimissima frazione di gara. Nell’ Autodromo Nazionale di Monza le prove si sono infatti rivelate decisive per l’esito quanto mai incerto di questa Mille Miglia.


Una gara davvero tirata che ha visto alternarsi diversi protagonisti al vertice. Una citazione la merita sicuramente l’equipaggio della OM 665 Superba 2000 Luca Patron ed Elena Scaramuzzi che hanno combattuto per le primissime posizioni, purtroppo problemi meccanici hanno fermato un possibile pretendente per la vittoria finale.


Dopo questo podio tutto “Biscione”, ecco  la classifica delle altre vetture partecipanti, arrivate nell'ordine nelle prime dieci posizioni: Lancia Lambda Serie VII carrozzata Casaro - 1927 (Fontanella - Covelli), Lancia Lambda serie VIII Casaro - 1929 (Belometti - Vavassori), Bugatti T40 - 1929 (Erejomovich - Llanos), Gilco Marian Fiat 1100 Sport - 1948 (Cibaldi - Costa), Rally ABC 1100 - 1928 (Crugnola - Vida), OM 665 S TT Superba 2000 - 1929 (Turelli - Turelli ) e Lancia Lambda Serie VII - 1928 (Houtkamp-Houtkamp).


Ma non è andata così bene per tutti: un'Alfa Romeo 6c 2500 Cabriolet del 1942 è stata incredibilmente rubata prima dell’inizio della gara, inoltre si sono registrati ben 73 ritiri, fatto piuttosto fisiologico se consideriamo che buona parte delle macchine iscritte all'evento si aggirano attorno agli ottant'anni di età, quindi onore al merito: in questo caso più che in altri l'importante è partecipare e non vincere, perché la Mille Miglia è soprattutto una grande festa italiana, una festa che si celebra per le strade e nelle piazze delle nostre meravigliose città.


Ovunque la Freccia Rossa ha riscontrato pareri positivi, come dimostrato dal grande successo di pubblico, come quello che è accorso nel centro storico di Sarzana (ph a sx). Migliaia di persone hanno tifato lungo i 1700 km tutti gli equipaggi in un clima gioioso e di autentica festa; una vera fortuna vedere queste vetture correre ancora lungo le nostre faticose strade tra viottoli stretti e ripidi passi di montagna intervallati da prove cronometrate al centesimo.


Dunque un’ edizione da ricordare per il marchio italiano, che ha portato a casa ben 11 vittorie sulle 24 edizione della gara storica. Per festeggiare , Alfa Romeo ha creato un progetto fotografico di 90 immagini denominato “Alfa Romeo la Mille Miglia in 90 luoghi”: una gallery sicuramente da visitare per renderci ancora una volta conto che l’Italia può tuttora creare grandi eccellenze. (23 mag./testo e ph di Nicolas Rettagliati)