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L’angolo tecnico: la trazione automobilistica nel futuro

Fino a due mesi fa, secondo la stampa specializzata, le auto diesel inquinavano più di quelle a benzina. Dal 1° di Settembre 2019 è stata promulgata la legge, che proibisce le immatricolazioni di auto inferiori alla nuova normativa “eco 6 D Temp”, legge che prevede la produzione di gas di scarico molto meno inquinanti. Ovviamente, tutte le rimanenti auto Diesel che circolano in Europa, rimangono più inquinanti  - solo in USA hanno richiamato tutte le auto per ricondizionarle dopo lo scoppio del  “Dieselgate” -, ma quella americana è stata una manovra più commerciale che ecologica, al fine di proteggere il mercato interno, costituito da veicoli diesel molto più inquinanti. Ora, se i costruttori non fanno i furbi come in passato, i motori Diesel saranno più ecologici rispetto a quelli alimentati a benzina; la conseguenza naturale, è stata che tutte le auto usate Diesel non le compra più nessuno e i prezzi di tali auto, sono crollati.


Dal punto di vista del funzionamento, il motore a ciclo Diesel deve lavorare in eccesso d’aria, per fare sì che tutte le molecole di gasolio possano sposarsi con quelle dell’ossigeno, al fine di potere bruciare completamente; conseguentemente i gas di scarico contengono una grande quantità di CO2, mentre il motore alimentato a benzina deve lavorare in eccesso di combustibile, al fine di essere sicuri che la miscela aria/combustibile possa bruciare grazie all’avanzare del fronte di fiamma, che partendo dalla candela, possa propagarsi correttamente e velocemente (tanto è vero che nelle versioni twinspark, vengono utilizzate 2 candele per cilindro, al fine di potere accendere la miscela contemporaneamente in 2 punti opposti, per potere essere così sicuri, che la miscela bruci tutta e molto velocemente, aumentando conseguentemente la pressione nella camera di scoppio, e quindi la potenza erogata).

 

Il Dieselgate è stata una mossa USA per cercare di screditare le auto Europee nel mercato americano, mossa resa possibile grazie alla stupidità del top management VW, che avendo imposto, in tempi molto stretti, target di prestazioni per i nuovi modelli di Passat, Golf etc., aveva costretto il reparto motori ad elaborare un artificio - poco corretto - per potere dimostrare di avere raggiunto tali prestazioni, con la serie "D5". Ovviamente sono stati beccati, e solo dopo un anno (quando il reparto motori era riuscito a raggiungere i target prefissati), è uscita la nuova serie "D6" perfettamente legale, ma oramai il danno era stato fatto. Comunque, la VW non era la sola ad avere cercato “artifizi” per risolvere i problemi di omologazione cosi ristretti: erano circolate voci che anche la BMW ed altre case europee avessero fatto qualcosa di simile ma, fortunatamente per loro, sarebbero riuscite a spegnere il clamore per tempo.


Successivamente, è uscita la storia che le case non avrebbero più investito nei motori diesel perché la ricerca e la produzione risultavano troppo costose, mentre in realtà c’era stato un importante cambiamento normativo sulle emissioni dei gas di scarico da parte delle navi, cambiamento volto a penalizzare il combustibile pesante a favore di quello leggero a basso contenuto di zolfo. Conseguentemente, diventava ovvio che il gasolio per autotrazione sarebbe stato rivolto e riservato ai mezzi pesanti che non avevano alternative, sottraendo il gasolio alle auto diesel. Con la naturale conseguenza di avere la necessità di spingere le auto elettriche che necessitavano una maggiore disponibilità di energia elettrica, energia che si poteva produrre nelle centrali elettriche alimentate con combustibile pesante altrimenti difficilmente utilizzabile.


Per risolvere questa impasse, o si aumentava il prezzo del gasolio (con una pesante ricaduta sui costi di gestione dei mezzi di trasporto pesante), oppure si riduceva la richiesta di gasolio da parte delle auto. Quindi, più che per spirito ecologista ma bensì economico, bisognava cercare di indirizzare l’acquisto verso auto a benzina rispetto a quelle a gasolio, da qui il crollo dei prezzi di auto diesel, che ripeto, dal punto di vista tecnico, hanno molti vantaggi rispetto a quelle a benzina.


Generalmente le auto turbo diesel, risultano essere: più economiche (con le moderne turbo diesel, guidando accortamente, è possibile percorrere quasi 1000 Km con circa 40 litri di carburante); più potenti (a parità di cilindrata - 1600 cc - le nuove turbo diesel sono capaci di erogare facilmente 110 CV come erogavano le auto sportive degli anni’70 con motori bi-albero a benzina, con il vantaggio di avere attualmente una coppia maggiore ad un regime di rotazione inferiore); più robuste (facilmente si percorrono chilometraggi elevati - 80mila km limitandosi ad aggiungere solo gasolio e cambiare l’olio lubrificante, quando previsto dalla casa, ad intervalli regolari, tipo 30mila, 50mila e 75mila Km).


In scala, in un motore endotermico la distribuzione dell'energia termica prodotta per combustione si può dividere in: 1/3 energia meccanica,  1/3 energia termica attraverso i fumi di scarico e 1/3 energia termica smaltita dal circuito di raffreddamento. Quindi su 100 KW generati meccanicamente, ce ne vogliono almeno 300 KW prodotti per combustione, dei quali, almeno 100 KW se ne escono nei fumi di scarico. Ed è per questo che, ai fini dell'inquinamento, bisogna considerare importante, la produzione di elettricità bruciando per combustione.


Nel dettaglio, bisogna considerare che le molecole C-H del combustibile (qualunque esso sia), combinandosi con l'ossigeno O2 presente nell'aria, producono H20 e CO2, per cui è impossibile azzerare la produzione di CO2. Forse, si può migliorare, lavorando su miscele "magre" (come fanno adesso in F1 dove, per regolamento, dopo i 10mila g/min, la portata di combustibile rimane costante e non può aumentare: quindi, se per cercare prestazioni i motoristi aumentano i giri di rotazione, forzatamente la miscela "smagrisce"), pertanto, si potrà ridurre l'emissione di CO (maggiore nei motori a benzina che lavorano in eccesso di carburante), ma la CO2 verrà sempre e comunque prodotta.


Altre fonti di inquinamento ci sono, ma percentualmente sono molto modeste rispetto all'inquinamento da combustione. Già con gli oli lubrificanti si sono fatti notevoli progressi dal punto di vista del consumo; una volta ogni 1000 Km percorsi bisognava aggiungere da 1/2 ad 1 Kg. di olio lubrificante, l'ultima volta sulla mia auto, dopo avere percorso ben 30mila Km, è stato necessario fare un rabbocco di soli 300 g. di olio lubrificante. Ma questi ultimi, sono fattori che poco influiscono se il motore va a benzina o gasolio.


Rimangono le emissioni di NOx, che aumentano con le temperature di esercizio. Per ridurle, basterebbe ridurre le temperature di funzionamento del motore, oppure usare miscele più magre. Ma questo, in ambo i casi, comporterebbe la riduzione dei cavalli erogati dal motore. Quindi per avere più cavalli, sarebbe necessario aumentare la cilindrata, il che vuole dire maggiore carburante bruciato, e si ritorna da capo con la reale e totale emissione di CO2.


Ci vorrebbe la bacchetta magica, che potrebbe essere quella di utilizzare motori elettrici per la propulsione, con l'elettricità creata magari da Motori a Ciclo sterling (motori assolutamente non inquinanti se usano come sorgente calda il sole, che usano l'aria ed una sorgente calda per funzionare, un raggio di sole concentrato da una lente va benissimo), motori che potrebbero caricare (funzionando 12 ore al giorno) dei grossi gruppi di accumulatori elettrici, usati successivamente per caricare le batterie dell'auto, oppure mini impianti di Micro-Solar R (un sistema ad energia solare che, con un sistema a concentrazione, scalda dell’olio a circa 300°C, il quale è capace (tramite un accumulatore termico acqua/olio), di produrre vapore surriscaldato a 220°C,  che va successivamente ad alimentare una turbina a vapore, con l’indubbio vantaggio di essere impianti che possono generare corrente elettrica anche di notte, quando il sole non c’è. Una sfida interessante, che con il tempo vedrà l'uomo vittorioso, od almeno fino a quando non verranno toccati gli interessi delle compagnie petrolifere, che del commercio del petrolio fanno la loro principale fonte di reddito. Non per niente, in questo momento, è l'Eni che sta impiantando nelle proprie stazioni di servizio, le colonnine “IONITY” a carica rapida da 350 KW, per auto elettriche (in fin dei conti la corrente elettrica oggi come oggi, la si fa al 50% con gasolio, 35% ecologica e 15% importata, in gran parte nucleare).

 

La parte ecologica continua e continuerà ad aumentare e probabilmente in futuro sarà maggioritaria. Ad ogni modo, per un milione di auto elettriche serve solo lo 0,3% della produzione nazionale di elettricità. Il futuro rimane con auto elettriche ed ibride nella fase di transizione. I motori a combustione probabilmente spariranno (se non per casi particolari) e verranno sostituiti da quelli elettrici oppure ad idrogeno.

Per quanto riguarda le energie naturali, avendo in Italia poco vento e poche maree, si sfrutterà sia il sole e le elevate temperature sia quelle prodotte per combustione (gas, gasolio e carbone). Considerando che la pressione delle OIL Companies è sempre molto forte, sarà difficile affrancarsi da tali combustibili e ci vorrà molto tempo per ridurre le necessità di petrolio. In alternativa ai combustibili si potranno sfruttare le energie termiche presenti nel sottosuolo (i vulcani in Italia non mancano), con accumulatori dedicati (di tipo termico o dinamico) per la produzione successiva di elettricità.

Concludendo, la diffusione delle auto completamente elettriche non sarà immediata, con una parentesi di auto ibride nella fase di transizione. Molto dipenderà dalla volontà dei governi di favorire e promuovere tali soluzioni tecniche, soprattutto a livello infrastrutture. (14 gen./Flavio Scopinich - ph da zeroEmission)

 


Sistema infotainment: un video tutorial per spiegarlo

Schermi touch, intelligenza artificiale, informazioni in tempo reale sul traffico e tanto altro ancora. Entro il 2022 quasi il 90% delle nuove auto sarà dotato di un sistema di infotainment. Ma come funzionano i sistemi di intrattenimento in auto? Automobile.it, piattaforma online di annunci di auto, ha creato un video tutorial per spiegarlo meglio.


Come illustrato, questi sistemi rendono le auto di oggi sempre più connesse e interattive puntando ad essere sempre più integrati con la nostra vita quotidiana attraverso lo smartphone. Nel video vengono poi dettagliate le caratteristiche di due dei principali sistemi di infotainment oggi in circolazione, ovvero Apple Car Play e Android Auto. A seconda del modello di smartphone che si possiede e del suo sistema operativo, si ha a disposizione una diversa interfaccia grafica che permette di svolgere tante operazioni, rispondere a una chiamata, comporre e inviare un messaggio di testo, riprodurre la propria musica preferita dai servizi di streaming come Spotify, tutto in totale sicurezza.

 

Uno dei vantaggi di questi sistemi multimediali high tech è quello di ridurre le distrazioni alla guida. Ricevere una chiamata, inviare un messaggio su Whatsapp o impostare la rotta del navigatore sono tutte operazioni che si possono svolgere senza togliere le mani dal volante utilizzando gli appositi comandi al volante o, ancora più semplicemente, la propria voce. L’uso dello smartphone al volante è infatti tra le prime cause di incidenti stradali in Italia: sono stati 36mila gli incidenti (pari al 16% del totale) dovuti alla distrazione del guidatore, tanto che si stima che il rischio di incidente per chi utilizza il telefono alla guida è 4 volte superiore rispetto a chi non ne fa uso.

 

Oggi ogni casa automobilistica continua a sviluppare il proprio sistema di intrattenimento, portando queste tecnologie a livelli sempre più avanzati, motivo per cui è bene sapersi orientare tra i tanti modelli ed equipaggiamenti presenti. “Con questo video tutorial - ha dichiarato lo staff di automobile.it - vogliamo aiutare i nostri lettori a districarsi all’interno di questo nuovo mondo dell’infotainment digitale. Scegliere il sistema più adatto alle proprie esigenze può consentire di ottenere il massimo da Intelligenza Artificiale (AI), assistenti personali, cloud e realtà aumentata (AR) anche alla guida”. (26 set.)

 


Auto ibride: tutto quello che c’è da sapere

Full Hybrid, Plug-in o Mild Hybrid, sono tante le novità presenti nel settore delle automobili ad alimentazione alternativa, tanto che alcune volte si può creare confusione. Ecco perché Automobile.it ha creato la videoinfograficaAuto ibrida: cos’è, come funziona e quali sono i suoi vantaggi” per fare chiarezza e permettere ai consumatori di orientarsi nel mercato delle vetture ibride. Le domande ricorrenti riguardanti le auto ibride sono tante e diverse, ma le risposte sono più semplici del previsto. Ad esempio, il motore elettrico entra in funzione in supporto di quello termico in momenti precisi, come le partenze, le fasi di massimo carico o quando si viaggia a velocità ridotta.


Nella videoinfografica è stata elaborata una classifica dei 5 modelli più ricercati su automobile.it, visto che ben 4 tra le prime 5 vetture sono della Toyota. Il primo posto va infatti alla Yaris (ph), seguita da C-HR, Auris e RAV4, mentre chiude questa classifica la Lexus NX300. La medaglia per l’auto ibrida più economica va invece alla piccola Suzuki Ignis, che con 16.950€ di listino permette di guidare il suo 1.2 benzina/elettrico.


Ma quali sono i vantaggi delle auto ibride? Secondo quanto spiegato nella videoinfografica, l’auto ibrida è perfetta per chi si trova quotidianamente ad affrontare il traffico cittadino, tra semafori e code a beneficiare della presenza di due motori non è solo l’ambiente (grazie alle emissioni ridotte) ma anche i consumi di carburante e dunque la spesa economica per l’automobilista. Inoltre oggi a disposizione degli automobilisti italiani troviamo l’Ecobonus che permette di avere un incentivo che va dai 2500 ai 6000 € in base alle emissioni di CO2 del modello scelto.


Altri vantaggi dell’ibrido che spesso vengono sottovalutati sono la riduzione dell’inquinamento acustico e la maggiore semplicità per la manutenzione, visto che il comparto elettrico non ha bisogno di alcun intervento particolare da parte del proprietario.  Passando invece alle differenze tra auto ibride ed elettriche si evidenzia come che nel primo caso sono presenti due motori distinti che garantiscono un’autonomia indipendente dalla durata della batteria, aspetto che nelle auto elettriche limita i km percorribili. (6 ago.)


Porsche: ecco le nuove 911 Carrera Coupé e Cabriolet

La famiglia 911 dà il benvenuto a un nuovo membro: Porsche amplia la gamma, giunta all’ottava generazione, con la nuova 911 Carrera*. La nuova sportiva, che viene lanciata in versione Coupé e Cabriolet, monta un motore sei cilindri boxer biturbo da 3.0 litri che sviluppa 283 kW (385 CV) di potenza. La Carrera è il modello d’ingresso della gamma 911 ed eroga 11 kW (15 CV) di potenza in più rispetto al suo predecessore. Le sue dotazioni standard di eccellente qualità risultano praticamente invariate rispetto a quelle della 911 Carrera S e includono interni di alta qualità con schermo touch da 10,9 pollici, connettività completa e innovativi sistemi di assistenza alla guida come, ad esempio, il Porsche Wet Mode, la modalità che garantisce una manovrabilità dell’auto ancora più sicura sulle strade con fondo bagnato.


Come nel caso della Carrera S, il motore, il telaio e i freni sono stati studiati per garantire una sportività esclusiva. Il propulsore sei cilindri boxer da 3.0 litri della 911 Carrera genera potenza essenzialmente attraverso i giranti di diametro ridotto delle turbine e dei compressori che caratterizzano le nuove unità turbo. La trasmissione di potenza viene gestita mediante il nuovo cambio a doppia frizione Porsche (PDK) a otto marce, consentendo alla 911 Carrera Coupé di accelerare da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi e di raggiungere una velocità massima di 293 km/h. Il pacchetto opzionale Sport Chrono riduce di altri 0,2 secondi il tempo di accelerazione. Il consumo di carburante sul ciclo misto (secondo il ciclo NEDC correlato) della Coupé è pari a 9,0 l/100 km, mentre per la Cabriolet è di 9,2 l/100 km.

 

L’assetto dinamico include pneumatici 235/40 ZR montati su cerchi in lega da 19 pollici sull’asse anteriore. Lo schema con pneumatici di dimensioni miste prevede la presenza sul posteriore di cerchi da 20 pollici con gomme 295/35 ZR. La potenza frenante è assicurata su entrambi gli assi da dischi dei freni da 330 millimetri con pinze fisse monoblocco a quattro pistoncini di colore nero.

 

In Italia, il prezzo di vendita della 911 Carrera Coupé parte da 108.139 euro e da 122.779 euro per la 911 Carrera Cabriolet; i prezzi di entrambe le vetture sono comprensivi di IVA e dotazioni specifiche. I due nuovi modelli sono ordinabili già da ora, mentre la versione con trazione integrale sarà disponibile a breve. (30 lug.)

 


Alfa Romeo lancia il nuovo Stelvio Ti

Al via gli ordini di Alfa Romeo Stelvio Ti, la massima espressione di sportività e stile della gamma Stelvio che completa l'offerta con un allestimento spiccatamente orientato alle performance di guida. Non a caso si fregia della storica sigla Ti, "Turismo Internazionale", da sempre sinonimo delle Alfa Romeo più accattivanti e tecnologiche, e i ricchi contenuti non possono che soddisfare le aspettative più elevate.


Piacere di guida e tecnologia - I contenuti di Stelvio Ti sono infatti davvero unici e finalizzati al piacere di guida: sono di serie il Pack Performance, che prevede le palette del cambio al volante in alluminio, il bloccaggio differenziale posteriore e le sospensioni attive AlfaTM Active Suspension, oltre ai pack Sport e Sport Interior. Tra le dotazioni dei pacchetti, volante sportivo in pelle, inserti e pedaliera sportiva in alluminio, sedili sportivi in pelle con regolazione elettrica, ambiente nero. Il tutto senza rinunciare alla connettività e al comfort di bordo grazie ad Alfa Connect 8,8" con integrazione Apple CarPlay e Android AutoTM, l'Adaptive Cruise Control, i fari Bi-Xenon.


Contenuti di stile esclusivi - Anche le scelte estetiche che riguardano gli esterni sono esclusive e destinate a non passare inosservate. Spiccano i nuovi fanali posteriori bruniti e i prestigiosi dettagli che si caratterizzano per l'ampio utilizzo della fibra di carbonio. Sono in carbonio infatti la "V" del trilobo frontale e le calotte degli specchietti retrovisori. Virano sui toni del nero anche altri contenuti come lo skid plate, i poderosi cerchi in lega da 20" in combinazione con le sportive pinze freno rosse, le cornici dei cristalli esterni in nero lucido così come i terminali di scarico, i badge "Stelvio" e "Q4" scuri e i vetri privacy.


Prestazioni eccellenti - Stelvio Ti è proposto in due motorizzazioni capaci di garantire il meglio delle performance. Il 2.2 Turbo Diesel da 210 CV, abbinato al cambio automatico a otto marce e alla trazione integrale Q4, appartiene a una nuova generazione di propulsori a quattro cilindri - interamente in alluminio e dotati di albero di trasmissione in fibra di carbonio - capaci di esaltare l'anima sportiva del SUV che, soprattutto sul percorso misto, restituisce sensazioni uniche anche al guidatore più esperto. Così equipaggiato, il SUV Stelvio Ti raggiunge una velocità massima di 215 km/h e passa da 0 a 100 km/h in appena 6,6 secondi. Ancora più emozionante il propulsore 2.0 Turbo benzina da 280 CV, sempre abbinato al cambio automatico a 8 marce e alla trazione integrale Q4. Il motore è un 4 cilindri costruito interamente in alluminio e con l'albero di trasmissione in carbonio. Alfa Romeo Stelvio Ti 2.0 Turbo benzina da 280 CV (coppia massima di 400 Nm a 2.250 giri/min) garantisce prestazioni ai vertici della categoria passando da 0 a 100 km/h in appena 5,7 secondi. La velocità massima è di 230 km/h. (17 giu.)