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Il 1° Raid del Sale scalda già i motori

Dal 19 al 20 ottobre prossimi la Scuderia Centro Nord organizza il primo raduno automobilistico non competitivo denominato Raid del Sale 2019 per i soci iscritti al Club. Il nome prende origine dall’antica via del sale che collega la Lombardia alla Liguria e si ispira allo spirito di avventura della guida su lunga percorrenza che caratterizzava i rally degli anni ’70. Un viaggio di circa 300 km (formula Short Drive) per quasi 10 ore di guida, o formula due giorni, 600 km (formula Long Drive) che metterà a dura prova mezzi ed equipaggi. Per la formula Long Drive è previsto un percorso facoltativo suggerito dall’organizzatore per il rientro verso Sant’Angelo Lodigiano il 20 ottobre.


La partenza è prevista dal comune di Sant’Angelo Lodigiano intorno alle 8 del mattino del giorno 19 ottobre. Si affronteranno i dolci pendi dell’Oltrepo' pavese per raggiungere località di Montalto Pavese dove i partecipanti sosteranno per un pranzo veloce apprezzando panorami di assoluta bellezza. Da qui il Raid del Sale 2019 entrerà nel vivo puntando prima verso l’alessandrino per poi attaccare l’Appennino alla volta di Arenzano. Previsto anche un suggestivo passaggio in Rifugio per un breve ristoro in un suggestivo scenario del Parco del Beigua. Ad Arenzano, il suono del mare accoglierà le vetture nella maestosa cornice del Grand Hotel Arenzano con buffet e zona dedicata. "Avremo il piacere - sottolineano gli organizzatori - di ospitare Ariella Mannucci, moglie del compianto Mario Mannucci, co-pilota pluricampione, e Mariagrazia Facetti, figlia di Carlo Facetti, pilota e collaudatore, e Maurizio Senna. Ascolteremo storie di altri tempi ed entreremo come non mai nell’atmosfera dei rally degli anni 70".

 

In particolare, durante il Raid del Sale 2019 avrà luogo un divertente gioco segreto tra i partecipanti che eleggerà un vincitore. Alone di mistero, quindi, ma anche tanta voglia di mettersi in gioco nell’organizzazione di un evento che cambierà il concetto di viaggio in auto in un esperienza da lasciare senza fiato. (23 ago/N. Rettagliati)

 


Ospedaletti pronta per la rievocazione storica delle auto

Cresce l’attesa a Ospedaletti, la ridente cittadina del ponente ligure, per la nuova manifestazione dedicata alle auto e si dà per certo un testimonial d’eccezione, l'ex pilota di Formula 1 e pilota della Rossa Arturo Merzario. L’appuntamento con questa nuovissima rievocazione è fissato per il 12 e 13 ottobre prossimi. L’edizione "numero zero" prevede iscrizioni ad invito: per questa "prima" gli organizzatori hanno deciso di limitarsi ad un massimo di 40 vetture, anche per un discorso logistico ed economico, visto che i partecipanti saranno tutti ospitati.


La manifestazione vedrà, sabato 12, l’esposizione delle auto mentre il giorno dopo verrà chiusa la strada come è stato per le moto. Al mattino, come per i primi anni delle gare, i partecipanti percorreranno il giro in senso orario, salendo da via De' Medici e poi verso il Piccadilly; nel pomeriggio, invece, faranno il giro inverso del circuito, come fatto dal 1951 in poi. Le vetture gireranno, come per le moto, senza nessuna competizione ma si tratterà solo di un’esibizione, con la divisione delle vetture in batterie. Con la rievocazione delle auto storiche Ospedaletti potrà quindi avere una manifestazione all’anno di motori, alternato a quella consolidata di successo riservate alle moto.

 

Un po’ di storia per capire come il fascino del periodo, considerato d’oro, ha portato alla nascita e allo sviluppo delle Corse come le conosciamo oggi. In principio furono gentiluomini al volante: rampolli di buona famiglia, come il conte Giannino Marzotto, o consumati viveur che avevano eletto l’automobile fuoriserie come espressione massima del proprio status e della propria personalità. Senza perdere aplomb e buon gusto. I gentiluomini al volante furono amanti della competizione, ma non piloti. Quelli “veri” diedero un contributo alla fondazione della Formula Uno per accompagnare la nascita delle scuderie come Ferrari, Mercedes, Auto Union, dando origine a leggende che ancora oggi vivono, alimentandole con le loro imprese e, di frequente, con i loro decessi. Essi furono gentiluomini non solo perché incarnarono un’epoca d’oro, ma anche perché furono, soprattutto l’uno con l’altro, gentiluomini nel comportamento. In pista si lottava, ma con cavalleresca schiettezza: il rispetto reciproco era un’abitudine e l’amicizia era vera. Ascari fu uno di questi e fu colui che regalò il primo importante titolo alla Scuderia Ferrari, fregiandosi del primo alloro iridato con la Rossa. Leggendario come pochi, sarà l’unico italiano a fregiarsi del Mondiale con la scuderia di Maranello.


I cavalieri del rischio, quei piloti simbolo di un’epoca, che non verrà più. Il periodo che va tra gli anni Trenta e Cinquanta del secolo scorso ha segnato un lungo periodo in cui la sperimentazione tecnologica e la sapienza meccanica artigianale andavano a braccetto, mentre la sicurezza era solo un contorno. Le gare erano ancora epiche e la Formula Uno era diventata una vetrina universale di potenza e velocità ammirata da folle di spettatori. Vennero i Regazzoni, i Reutemann, i Tambay. Vennero l’assoluto Lauda e lo sfortunato Bandini. Vennero, soprattutto, Pironi e Villeneuve. I cavalieri del rischio, forse gli ultimi. Quando se ne andarono, lasciarono ricordi indelebili, oltre a lacrime vere.


Consideriamo la metà degli anni Ottanta, un anno a caso, il 1984. Lampo bianco, il futuro Re stava facendo le prove per la Corona, l’uomo che su tutti ha saputo interpretare il toboga monegasco. E sotto il diluvio un brasiliano si presenta al mondo con una gara fantastica. Dopo un sorpasso sul rettilineo principale a “sua maestà” Niki Lauda, che alla fine della stagione si laureerà Campione del Mondo, inizia il suo inseguimento al primo in classifica, quell’Alain Prost che sino al ritiro dalle corse sarà rivale ed acerrimo nemico del campione. Stiamo parlando di Ayrton Senna. Non vinse. Fermato da una bandiera a scacchi giustificata da condizioni proibitive, ma forse anche dalla volontà di graziare l’affermato pilota francese, evitandogli un umiliante sorpasso del giovane sconosciuto. Ayrton, in seguito, avrà le sue soddisfazioni, ma tutto finirà quel maledetto weekend a Imola dove il santo protettore delle Corse era distratto, anzi assente. Perdiamo Ratzenberger - un pilota svizzero che si è conquistato il posto nella Simtek con sudore e gavetta - e Senna. E’ finita un epoca.

 

Verranno gli anni di un tedesco che riempirà le cronache, le riempirà con 7 titoli mondiali: Michael Schumacher sgretolerà lo storico traguardo dei 5 titoli di Fangio, ci “annoieremo” quasi alle sue Rosse vittorie. Oggi un pilota inglese sta continuando a scrivere la storia ma le sue conquiste sono affari quotidiani, quindi lasciamo ai posteri l’ardua sentenza: chi vincerà più titoli mondiali? (20 ago/testo e ph Nicolas Rettagliati)

 


Il Trofeo Nord Ovest approda a Vercelli ed in Val d'Aosta

C'è tempo sino al 15 agosto per iscriversi all’ottavo Trofeo Valsessera Jolly Club, sesta prova del  5° Trofeo Nord Ovest, in programma il primo settembre. Il limite massimo di partecipanti alla gara è fissato a 70 auto. Il Trofeo Valsessera Jolly Club  è una gara di 60 km che parte da Postua, in provincia di Vercelli, raggiunge poi Pray Biellese, Ailoche, Caprile e si conclude a Serravalle Sesia. Una prova con rilevamenti in configurazione “classica”, che si snoderà lungo le tortuose strade boschive della Valsessera, teatro peraltro di alcune delle più gloriose “speciali” di rally storici, tra cui il Rally della Lana, su strade guidate con prove non facili. Sono previste 26 prove cronometrate e 4 controlli orari. Il programma prevede verifiche il sabato 31 agosto presso la sede del Valsessera Jolly Club dalle 18 alle 21 mentre la domenica dalle 7.30 alle 9.00 saranno eseguite a Postua, sede di partenza. Durante il percorso è previsto un riordino, sosta rinfresco,  a Pray. L’arrivo a Serravalle Sesia è previsto per le 12.10 a cui seguirà l’aperitivo ed il pranzo.


Iscrizioni aperte anche per la seconda edizione Coppa della Valle d’Aosta, Memorial Robert Trossello, che è la settima prova del 5° Trofeo Nord Ovest. L’appuntamento è fissato per domenica 22 settembre a Saint Vincent al Centro Congressi Comunale con partenza  da piazza Cavalieri di Vittorio Veneto alle ore 11. Organizzata dalla CAMEVA, Club Auto e Moto d’Epoca Valle d’Aosta  si disputa su 65 i km con 48 prove cronometrate e 3 i Controlli orari su continui e spettacolari saliscendi tra le montagne valdostane, nella Valle del Cervino. Prove tecniche e non certo semplici, che metteranno a dura prova i partecipanti per le difficoltà nei passaggi ricchi di tornanti. Si parte da Saint Vincent, si toccano poi Chatillon, Pontey, Chambave, Saint-Denis, Colle San Pantaleone ad oltre 1600 metri di altitudine e tappa a Torgnon. quindi ritorno dal Colle San Pantaleone, Saint-Denis, Chambave, Pontey, Chatillon e conclusione a Saint-Vincent. Le iscrizioni chiuderanno  il 18 settembre 2019.


Nel frattempo, i fratelli Sergio e Romano Bacci, su Alfa Romeo Giulia Ti Super del 1964, si sono imposti nel XXI Trofeo Antonio Renati, quinta prova del Trofeo Nord Ovest auto storiche. Alla fine di una gara molto tecnica e difficile, su un percorso di 110 chilometri con 45 rilevamenti di passaggio al centesimo di secondo, salgono sul gradino più alto del podio con 28,04 penalità in meno di Mauro Bonfante e Cinzia Bruno, su Fiat 1100/103 del 56 (ph), che chiudono in seconda posizione con soli 0,26 punti in meno dei terzi classificati, Gianmario Fontanella e Anna Maria Covelli, su una Lancia Aprilia del 1939. Armando Fontana e Tiziana Scozzesi, su Autobianchi A 112 Abarth 58Hp del 72 hanno sfiorato il podio e chiudono quarti davanti a Roberto Boracco e Angela Bossi, su Autobianchi A 112 Abarth  70hp. Sesto posto per Andrea Malucelli e Monica Bernuzzi, con una Lancia Beta Montecarlo del 77. Tra gli equipaggi femminili vittoria di Gabriella Scarioni, su Austin Mini Hle del 1982, che ha preceduto Daniela  e Milena Guaita, su Lancia Fulvia Coupé 1.3 S del 71.


Tra le scuderie successo della VAMS, Varese Auto Moto Storiche squadra corse,  con Roberto Boracco e Angela Bossi,  Maurizio e Federico Causo, Matteo e Arianna Lozza, che ha preceduto la CMAE, Club Milano Auto Epoca, e la CVSP, Club Veicoli Storici Piacenza. Il Trofeo Caffè Musetti, prova cronometrata di metà percorso ricavata nella zona del parco partenze ed arrivi è stato vinto da Maurizio Senna e Giuseppe Subinaghi, su Alfa Romeo Giulia Spyder 1600 del 1963. Con il secondo posto ottenuto in questa gara Mauro Bonfante e Cinzia Bruno consolidano la loro leadership nel Trofeo Nord Ovest 2019, il primo tra i piloti e la seconda tra i navigatori. (11 ago.)

 


Dimarco - Zambelli al "Salsomaggiore storico" con buoni propositi

Tra i quindici equipaggi in lizza, sabato e domenica prossimi, per la sezione storica del 2° Rally di Salsomaggiore Terme c'è anche quello, tutto genovese, formato da Michele Dimarco e Francesco Zambelli. La coppia portacolori della Winners Rally Team sarà in gara, come di consueto, con la Fiat 127 CL (ph) di Raggruppamento 3/I  e di Classe fino a 1150 cmc.


Abituali frequentatori della serie "tricolore" riservata alle autostoriche, i due genovesi sono reduci dalla partecipazione al recente Rally della Lana Storico. "Dove - sottolinea Michele Dimarco - pur non facendo niente di pazzesco abbiamo conquistato la quarta posizione finale di una classe che, alla partenza, era formata da diciassette equipaggi. Diciamo che... in fondo ci siamo arrivati: ora vediamo di fare altrettanto a Salsomaggiore, dove la concorrenza sarà inferiore solo numericamente ma non a livello di qualità". (1 ago.)

 


La Fiat 1100 E Vistotal del Museo Nicolis conquista la Costa Smeralda

Quale cornice migliore della Costa Smeralda per uno degli eventi più glamour dell’estate, il Concorso di Eleganza Poltu Quatu Classic? Organizzato da Auto Classic e Between, in collaborazione con il Grand Hotel Poltu Quatu, ha visto una passerella di collezionisti d'élite, un pubblico speciale ed elegante, insieme ad automobili straordinarie, tutte di grande charme, che hanno impegnato la qualificata giuria per la classifica dei vincitori. Silvia Nicolis, presidente dell’omonimo Museo, ha presentato una perla della collezione del ricercato patrimonio, la Fiat 1100 E Vistotal, una rara ed elegante automobile premiata con il “Best of Class”, nella categoria “Maschi contro Femmine: coupé contro cabriolet”, e con il prestigioso “Trofeo Registro Fiat Italiano”.

 

Come molte altre automobili del Museo Nicolis, la Fiat 1100 E Vistotal è un pezzo unico di straordinaria bellezza del 1950, una delle ultime realizzate dalla Carrozzeria Castagna di Milano, impreziosita dal parabrezza strutturale senza montanti Vistotal, in vetro temperato ad alto spessore, che permette una visibilità panoramica. Sperimentato dal carrozziere parigino Jean Henri-Labourdette nel 1935, fu denominato “Vutotal” quale sincrasi di “vue totale”. Questa originale vettura, si distingue anche per la ricercatezza di numerosi dettagli, come la capote con telaio in legno e acciaio, vero capolavoro artigianale e il volante realizzato in materiale trasparente in sintonia con il parabris: un’opera d’arte presente solo su vetture di grande classe, per una clientela sportiva ed esigente.

 

E’ sempre una grande soddisfazione partecipare a questo esclusivo evento di Poltu Quatu Classic dove, nel presentare il meglio della nostra collezione di automobili speciali, abbiamo l’opportunità di contribuire all’eccellente livello della manifestazione offerto da una ricercata selezione di pregiati pezzi che provengono dalle più importanti collezioni di auto d’epoca italiane e straniere - ha rilevato Silvia Nicolis - e sono felice per l’assegnazione dei prestigiosi trofei per la Fiat Vistotal, un esemplare unico di particolare eleganza: sono un ulteriore riconoscimento al nostro impegno nella valorizzazione dell’auto classica che portiamo avanti da sempre, un’eredità morale che mio padre Luciano ci ha trasmesso e cha ha sapientemente coltivato durante tutta la sua vita”. (28 lug./N. Rett.)